Napoli: Accetta, ricetta: Napule è

La tradizione culinaria napoletana è nota in tutto il mondo per la pizza, il ragù, gli gnocchi alla sorrentina e per i dolci prelibati tipici della zona, come le sfogliatelle, la delizia al limone, la pastiera e il babà. Le usanze in cucina si moscolano con la musica tradizionale napoletana, tant’è vero che Marisa Laurito celebra il gusto, il palato, le prelibatezze di questa fantastica città, attraverso le note  musicali di una frizzante canzone. “Facci’ o gnocco c’a muzzarella

E si ‘a vita amara se fa

Si addolcisce cu nu babà!

Il babà è una cosa seria

Cu ‘o babà nun se pazzea

è una cura che fa bene

‘O babà nun po’ ingannà!

Il babà è come il ciucciotto

La coperta di Linus

Se cercate un antistressAmmuccateve ‘o babà!”
E stimolando l’ ormone della simpatia, in un periodo in cui l’ansia prevarica e sconforta milioni di abitanti, propongo una ricetta tipica della città di Napoli, la Pastiera. Ingredienti: un barattolo di grano diluito sul fuoco con 200 ml. di latte, messo a raffreddare. Dieci uova, 500 gr. di zucchero, 500 gr. di ricotta, una fiala di fior d’arancio, un pizzico di cedro e la pasta frolla.Procedura: ungere col burro la pirofila e i rispettivi bordi e adagiarvi  uno strato di pasta frolla. Si versano in un tegame, 500 gr. di ricotta, 500 gr. di zucchero, dieci uova e si amalgama il tutto con un frollino, si aggiunge una fiala di estratto di fior d’arancio ed infine, si versa il composto nella pirofila contenente la pasta frolla. In seguito, si preparano le striscette di pasta frolla e si depongono sulla pastiera e si inforna per un paio d’ore a 170°. La cottura si verifica sovente con lo stuzzicadenti, per verificare che l’impasto non sia liquido, fino a cottura definitiva. Impieghiamo il tempo a disposizione in modo creativo e risolleviamo il morale del personale sanitario attraverso il dono di un dolce tramandato di generazione in generazione.