Nebrodi: Mafia e appalti nella zona dei Nebrodi, 14 arresti

La Guardia di Finanza di Enna, sotto il coordinamento della Dda di Caltanissetta, sta eseguendo una vasta operazione di servizio in materia di mafia ed appalti. Quindici le misure cautelari per turbato incanto aggravato dal metodo mafioso. Tema: le concessioni dei terreni nel Parco dei Nebrodi. I magistrati della Dda nissena hanno indagato su irregolarità nell’assegnazione di 16 lotti destinati ai pascoli, che venivano dati in affidamento dall’azienda speciale Silvio Pastorale del Comune di Troina. Secondo l’accusa l’affidamento degli appalti, nonostante fosse stata indetta una regolare gara, era praticamente pilotato per favorire gli indagati e in questo sistema era coinvolto anche un funzionario pubblico, Antonio Consoli, 44 anni, catanese, presidente pro tempore  della Silvio pastorale per il quale è stato disposto l’obbligo di presentazione alla Guardia di Finanza. Secondo quanto affermato dai pm nisseni Consoli avrebbe fatto in modo di favorire gli arrestati, ma sarebbe stato anche intimidito. Ognuno degli assegnatari – secondo l’accusa si tratta di persone vicine alla mafia della zona di Bronte, che mirava al controllo dei pascoli nel parco dei Nebrodi – sapeva già di quale lotto avrebbe usufruito e addirittura i vari interessati aumentavano l’ammontare della somma di un euro. Il pm della Dda nissena Pasquale Pacifico, che ha illustrato in conferenza stampa alcuni dettagli dell’inchiesta insieme al procuratore capo di Caltanissetta Amedeo Bertone e alla pm Claudia Pasciuti, ha spiegato: “Quando alcuni allevatori, fuori dalla cerchia degli arrestati, presentarono un’offerta per aggiudicarsi un lotto si era scatenata una vera e propria insurrezione da partire degli altri partecipanti, tanto che dovettero intervenire i carabinieri di Troina per riportare l’ordine”.