Verbania: Quando il coraggio si chiama “mamma”

Quando pronunciamo la parola mamma, affiorano in noi sensazioni di tenerezza, affetto, dolcezza, amore. Tuttavia, gli eventi di cronaca riconducono alla memoria, anche il ricordo di madri “contro natura”.
I giornali ci trasmettono l’arte del coraggio di donne e madri che hanno combattuto avverso i sistemi di corruttela, nei contesti più disparati. Le vicende criminali sono scandite da storie di donne  come Lea Garofalo, Cristina, moglie di Tommaso Buscetta, Carmela Iuculano, Giusy Vitale, ecc., che per amore dei propri figli hanno voltato le spalle ad una vita fatta di intimidazioni, minacce, traffico di stupefacenti o di armi, contrabbando di sigarette, pizzo, ricettazione, omicidi.
La morte di queste donne non può essere un sacrificio vano, bensì l’esempio per quelle madri che oggi vivono lo stesso  dolore di fronte al dubbio di un figlio o di un marito che all’improvviso potrebbe non rincasare.
La forza di una madre è illimitata se c’è “in ballo” la vita di un figlio, così assistiamo a casi come quello di Alfie Evans, Charlie Ghard in cui paradossalmente hanno lottato, con il cuore accarezzato dalla speranza, durante lunghi e tortuosi percorsi scanditi da battaglie legali e sanitarie.
Ci sono madri che ogni giorno dedicano la propria esistenza ai figli disabili, e come se la stessa disabilità le appartenesse, trovano la forza di non arrendersi,ed è soltanto leggendo esclusivamente con gli occhi del cuore che lo sguardo di un figlio diventa la normalità e non più disabilità.
Donne che scelgono di dare alla luce un bimbo anche “a costo” di sacrificare la propria vita.
Il ruolo della donna si è notevolmente ed apparentemente evoluto.
In passato la famiglia era patriarcale e la mamma aveva compiti esclusivamente domestici.
Oggi invece le donne sono sempre più protagoniste nel lavoro, nella politica, nel sindacato, nello sport, nel volontariato, nelle forze dell’ordine, nella magistratura e addirittura in ambito religioso, in questo caso, in una veste un po’ diversa, come madre del mondo.
Con questo tenore di vita va a scemare il tempo dedicato ai figli, che rimangono però la prima attenzione di una mamma.
E’ fondamentale cucire giorno dopo giorno il legame madre – figlio/a, perché un forte rapporto e un sano sentimento genitoriale, consegneranno al futuro uomini e donne degni di costruire una società altrettanto sana.
 
Dr.ssa mag.le Accetta Francesca
 
Esperta in criminologia e psicologia forense
Assistente di Polizia Penitenziaria
Specializzanda professioni legali indirizzo giudiziario forense
Iscritta all’albo dei praticanti Foro di Avellino