Randazzo: Il Consiglio comunale boccia il consuntivo 2015. Si scioglie il civico consesso?

In una notte buia e tempestosa (ma soltanto politicamente), dopo l’ormai cronico tira e molla tra opposizione, maggioranza e l’amministrazione guidata dal sindaco Mangione (che in Consiglio non ha i numeri per governare), il Consiglio comunale ha bocciato il rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario 2015.

I consiglieri erano stati appositamente convocati il 25 settembre per discutere due proposte di delibere: il rendiconto 2015 e lo schema di bilancio di previsione 2016/2018, proprio per scongiurare lo scioglimento del Consiglio. E adesso?

La mancata approvazione del bilancio consuntivo, ritenuto dalla normativa un atto fondamentale per la vita economico-finanziaria dell’ente, proietta il Consiglio comunale verso lo scioglimento. Tuttavia, l’ultima parola spetterà al commissario ad acta, nominato dalla Regione Siciliana.

Nell’eventualità, ad andare a casa saranno soltanto i consiglieri comunali con il presidente del Consiglio, mentre il sindaco e gli assessori completeranno il loro mandato fino alla scadenza naturale (giugno 2018), salvo dimissioni volontarie del primo cittadino.

Al di là delle questioni normative, l’episodio ha un forte significato politico che, indubbiamente, peserà sull’imminente campagna elettorale per le amministrative del 2018.

“Considerato il notevole ritardo con cui sono stati portati in discussione i bilanci degli anni passati – dichiara la consigliera Loredana Arrigo del Pdl – ritengo che fosse inutile esprimersi su cifre o atti assolutamente immodificabili. Pertanto, in questa fase, i consiglieri non avrebbero potuto né modificare, né incidere sulle decisioni. Stanca del modo di operare dell’amministrazione Mangione, ritardataria e senza proposte da valutare, insieme al mio gruppo consiliare, ben sapendo che la conseguenza naturale potrebbe essere lo scioglimento del consiglio, abbiamo manifestato la volontà di votare contro le proposte di deliberazione che, tra l’altro, presentano il parere negativo del revisore dei conti. Nel mio intervento ho esortato il sindaco, e la su compagine amministrativa – continua la consigliera Arrigo – a compiere un gesto (sarebbe stato l’unico) di responsabilità dimettendosi, insieme all’intero consiglio comunale e ponendo fine a una sindacatura, a dir poco, fallimentare, la peggiore di tutta la storia politica a Randazzo dal dopoguerra ai giorni nostri. Infatti, nulla è riuscita a fare l’Amministrazione, nessun atto concreto a favore dei cittadini, nessuna programmazione, nessuna politica giovanile, nessun finanziamento intercettato, la biblioteca comunale chiusa e mai riaperta, il Prusst smantellato, nessun piano Aro (gestione dei rifiuti), l’ex Cinema Moderno non fruibile: in poche parole nulla è stato fatto e nessuna promessa elettorale mantenuta. Questa è stata la politica del sindaco Mangione: quando poteva fare da solo tirava dritto calpestando tutto e tutti, quando era necessario l’apporto dei consiglieri di minoranza si appellava al senso di responsabilità. Ma proprio il senso di responsabilità impone alla sottoscritta di mettere in atto tutte le azioni possibili per evitare che questa iniqua amministrazione – conclude – continui a perpetrare malefatte nei confronti della nostra cittadina”.

Anche il consigliere di opposizione Pillera, capogruppo della lista “Per Francesco Sgroi Sindaco”, non usa mezzi termini nel bocciare il bilancio e la gestione del sindaco Mangione. “Ancora una volta il consiglio comunale è stato chiamato ad approvare un bilancio fuori legge – afferma il consigliere Pillera – tant’è che siamo stati convocati per discutere il consuntivo 2015 alla fine del 2017 battendo ogni record locale. La bocciatura del rendiconto segna l’epilogo della gestione politico-amministrativa del sindaco Mangione e della sua maggioranza. Secondo il nostro giudizio il documento contabile da un lato presenta una gestione confusa, approssimativa e poco trasparente delle finanze dell’ente, sia per il 2015 sia per gli anni precedenti, dall’altro lato le scritture contabili non rispettano i principi fondamentali della finanza pubblica: veridicità, congruità e attendibilità. Tant’è che al suo interno notiamo, stranamente, il rispetto del patto di stabilità, mentre esiste una certificazione dello sforamento sottoscritta dal revisore (che in maniera puntuale e dettagliata ha messo a nudo tutte le condizioni deficitarie dal punto di vista economico in cui versa l’ente) e attestata dal ministero delle finanze che, tra l’altro, ha inflitto delle sanzioni economiche che saranno vigenti a partire dal 2018. Mi auguro – conclude il capogruppo Pillera – che il 25 settembre 2017 segni la fine dell’esperienza amministrativa del sindaco Mangione e che anche i consiglieri che lo hanno sostenuto prendano contezza in quale baratro hanno portato il comune. Sarebbe auspicabile che il sindaco e la sua giunta si dimettessero per restituire al più presto la parola al popolo sovrano”. (fonte notizia Gazzetinonline – Gaetano Scarpignato)