Cesarò: Svelato il mistero della penuria idrica

I carabinieri della Stazione di Cesarò (foto in alto durante l’operazione) hanno arrestato un allevatore di 59 anni, originario di Bronte e domiciliato a Maniace, accusato di essere il presunto responsabile della penuria idrica che, in questi giorni, ha messo in ginocchio Cesarò e la vicina San Teodoro…

La mattina di Ferragosto si è conclusa, nella contrada boschiva denominata Casazza del comune di Cesarò, la lunga ispezione avviata nei giorni scorsi dai militari della locale Stazione i quali, avvalendosi di tre tecnici dell’Ente Acquedotti Siciliani, avevano deciso di vederci chiaro e capire cosa avesse causato la recente crisi idrica che attanagliava il paese. Infatti, di recente, le vasche della raccolta d’acqua delle due comunità di Cesarò e di San Teodoro avevano registrato un’inusuale e sospetta penuria che, se fosse continuata, avrebbe rischiato di mettere in ginocchio i due enti locali. Mentre si pensava al da farsi, i militari dell’Arma di Cesarò, guidati dal maresciallo ordinario Giancarlo Trimarchi, decidevano d’avviare una meticolosa ispezione della condotta idrica dei due centri che veniva svolta con l’ausilio di tecnici, richiesti all’EAS. Si tratta di ben 15 km di tubi, in parte sotterrati, che sono stati controllati, palmo a palmo, fino a che, in contrada Casazza, il sospetto si materializzava e s’accertava che la ricchezza di fluido subiva una drastica riduzione.

Di lì a poco l’amara constatazione, la carenza d’acqua era causata da un allaccio abusivo fatto da un allevatore con un lungo tubo in polietilene che, senza alcuna autorizzazione, convogliava la risorsa idrica verso una vasca in acciaio utilizzata per abbeverare una trentina di bovini ed irrigare l’azienda di proprietà di C.T.C., 59 anni, pregiudicato, allevatore, residente a Bronte, domiciliato a Maniace. L’allaccio abusivo veniva immediatamente rimosso. L’uomo è stato tratto in arresto in flagranza del reato di furto aggravato, attualmente si trova detenuto presso il proprio domicilio. Nella mattinata odierna è stato giudicato davanti al giudice del tribunale di Catania, con il rito per direttissima e, dopo la convalida dell’arresto, è stato sottoposto all’obbligo di dimora a Maniace.