Napoli: “La magia del divino in un ritratto”

“Una società civile può privare della libertà chi ha sbagliato ma soltanto allo scopo di far riconoscere l’errore per non ripeterlo. Per raggiungere questo intento c’è bisogno di spazi di reclusione che anche a livello ambientale diano una spinta, uno slancio, un aiuto rivolto al cambiamento, alla rinascita della persona, alla serenità e non alla rabbia. Tutte le volte che in Televisione vengono trasmesse scene riprese nelle carceri, si vedono cancelli e porte di celle “ridotte male”, sverniciate. Non si cresce in mezzo alle brutture, diamo calore, diamo luce, diamo colore. Basterebbe poco per cambiare i freddi numeri delle varie sezioni di un carcere
col nome di un fiore o di un colore. Poche centinaia di euro di vernice e l’impegno lavorativo dei reclusi stessi per creare e vivere in un ambiente più umano e più sano.
Anche le mucche in stalle colorate e, magari con un sottofondo musicale adatto, producono più latte.Dalla detenzione alla redenzione.” (Raffaello Cuter già volontario presso il carcere minorile di San Silvestro a Pisa).Sulla scia di questo spirito, anche la fede religiosa riveste un ruolo determinante.Rammentiamo che l’art.8 Costituzione sancisce che “tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti,in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano”.All’interno delle carceri,sebbene la religione cattolica rappresenti la tradizione del nostro fantastico Stato Italiano, che identifico in un “Fiore del Risveglio”, il risveglio popolare, il risveglio delle coscienze, ogni religione trova il suo spazio attraverso i
contatti con l’esterno, anche attraverso il regime
alimentare nel rispetto della religione mussulmana, così come sancito dall’Articolo19 Costituzione, letto in combinato disposto con l’art. 3, comma 1, Cost..Di particolare importanza è l’art.1 Ordinamento Penitenziario, in virtù del quale “Il trattamento penitenziario deve essere conforme al senso di umanità e deve assicurare il rispetto della dignità della persona. Il trattamento é improntato ad assoluta imparzialità, senza discriminazioni in ordine a nazionalità, razza e condizioni economiche e sociali,a opinioni politiche e a credenze religiose.” Gli istituti penitenziari adempiono al dettato normativo attraverso la creazione di spazi di culto e la possibilità di intervento da parte dei rispettivi referenti.Infatti le direzioni, ai sensi dell’art. 17 comma 2 O.P.,possono acconsentire “a frequentare gli istituti penitenziari, con l’autorizzazione (…) del Magistrato di Sorveglianza, (…) tutti coloro che,avendo concreto interesse per l’opera di risocializzazione dei detenuti,dimostrino di potere utilmente promuovere lo sviluppo dei contatti tra la comunità carceraria e la società libera”.Il riferimento cardine che fa luce sull’assetto normativo in materia è l’art. 9 della CEDU, il quale riprende i dettami costituzionali. In considerazione del ruolo determinante della religione nelle carceri e, nell’intento di rivitalizzare e umanizzare gli spazi detentivi, propongo il nuovo progetto titolato “La magia del divino in un ritratto”, acura delle detenute e dei detenuti, con capacità artistiche di spicco,realizzando murales raffiguranti i ritratti più famosi della Madonna, tra cui ad esempio:La Madonna della Tenerezza (1100 circa), la Madonna dell’Umiltà di Gentile da Fabriano (1420circa), la Madonna del Villaggio di Marc Chagall del 1938. I murales potrebbero essere raffigurati all’ingresso delle carceri, nei locali adibiti ai passeggi,all’ingresso delle sezioni. Perché raffigurare proprio la Madonna? Perché nel dolore, l’impatto con la fede, di primo acchito conferisce il senso di protezione, speranza e conforto che soltanto una madre con il suo sguardo dolce e accogliente può trasmettere                                                            Francesca Accetta Giurista napoletana, Assistente di Polizia Penitenziaria, Esperta in criminologia,psicologia forense e scienze giuridiche, specializzanda presso la Scuola di
Professioni Legali Università Federico II Napoli