Foto Redazione

Napoli: “Un giro per spezzare le catene della quotidianità”

Il Parlamento Europeo con l’emanazione della Risoluzione 15 dicembre 2011, n. 2897 ha  spronato gli Stati membri ad adottare ogni misura necessaria ad assicurare il rispetto e la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti, in particolare “riabilitare e preparare con successo i
detenuti per il rilascio e l’integrazione sociale,promuovere il miglioramento delle strutture carcerarie negli Stati membri, al fine di dotarle di idonee attrezzature tecniche, ampliare lo spazio disponibile e renderle funzionalmente in
grado di migliorare le condizioni di vita dei detenuti, garantendo comunque un elevato livello di sicurezza, lottare contro il suicidio nelle carceri e contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti”.In particolar modo l’art. 27 della nostra “Costituzione Madre” sancisce che “le pene non possono consistere in
trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere  alla rieducazione del condannato.”Alla luce della  normativa vigente nasce l’iniziativa “Un giro per  spezzare le catene della quotidianità”.Una gara in bici, un progetto che coinvolge in prima persona detenuti e
detenute delle carceri campane, attraverso un lavoro sinergico con i vari comuni.Pozzuoli, Posillipo, Mergellina, potrebbero rappresentare le tappe salienti di una sana competizione, per arrivare uniti al traguardo della vita e creare un ponte per la solidarietà, tra la società e la comunità dei detenuti.Una corsa a scopo benefico per  sostenere la ricerca e la lotta al tumore, perché la vita spesso va salvata al volo, con premiazione e consegna all’arrivo dei fondi ricavati dalla manifestazione. Una  gara in maglia rosa, affinché nell’animo degli uomini fiorisca sempre più anche il rispetto per le donne.Al traguardo, si potrebbe svolgere una manifestazione canora,  con protagonisti gli stessi detenuti, con maggiori doti musicali.Reintegrazione è soprattutto sentirsi utili per il prossimo ed il Nucleo Traduzioni e Piantonamenti della Polizia Penitenziaria svolgerebbe in questa occasione un  ruolo determinante per garantire la sicurezza e fornire nei massimi termini l’immagine di operatività a cui e’ adibito.                                                                               
Francesca Accetta Giurista Assistente di Polizia  Penitenziaria Esperta in Criminologia Psicologia Forense e Scienze Giuridiche