Crisi del limone siciliano, nei supermercati frutti esteri a 3 euro al chilo

La crisi del limone siciliano si abbatte anche sul comprensorio jonico messinese. L’allarme lanciato da Coldiretti, che ha denunciato come nel 2010 nell’Isola i limoneti si estendevano su una superficie di circa 22.400 ettari, diventati 17.800 nel 2015 e scesi ancora quest’anno, fotografa una situazione critica ma allo stesso tempo paradossale. In quello che è da sempre conosciuto come il territorio degli agrumi, la grande distribuzione e gli esercizi medio-piccoli vendono limoni d’importazione a 3 euro al chilo e ad agosto, complice anche la riduzione della produzione siciliana, i frutti al supermercato hanno raggiunto un prezzo di quasi 4 euro al chilo. “La situazione del comparto – spiega Coldiretti – è tragica: quest’anno anche il prezzo dei limoni siciliani all’origine è aumentato e sono cresciuti i furti in campagna, ma non si capisce perché bisogna acquistare a 3 euro il prodotto che arriva dall’altra parte del mondo e non consumare quello della nostra terra. I limoni arrivano sul mercato da Sudafrica e Argentina ma si tratta di un prodotto di scarsa qualità che nulla a che fare con le qualità organolettiche di quello siciliano”.

Nelle campagne della zona jonica, dove un tempo la vendita dei limoni garantiva il sostentamento ad intere famiglie, gli agricoltori sono costretti a fare i conti con le leggi del mercato: “Se riusciamo a vendere i nostri prodotti ai prezzi stabiliti dai distributori, non siamo comunque in grado di coprire i costi che è necessario affrontare durante l’anno per curare e irrigare i campi – spiegano. Molti stanno abbandonando le campagne perché non possono continuare a rimetterci di tasca propria”. Dove un tempo esistevano distese di limoneti con diverse varietà, come il femminello S. Teresa, oggi c’è in buona parte il deserto. La soluzione? Provare a investire in nuovi impianti puntando su cultivar di prestigio come il “Limone Interdonato Messina Jonica IGP”, fiore all’occhiello della nostra produzione che si caratterizza per la qualità, la produttività delle piante (la raccolta va dal 1 settembre al 15 aprile) e il gusto unico, nascendo da un innesto tra un albero di limoni con uno di cedro, e l’“apireni”, cioè senza semi. Il mercato c’è ma servono anche gli aiuti economici: in quest’ottica si guarda ai bandi del Piano di sviluppo rurale Sicilia 2014-2020, in fase di pubblicazione.